Lo spermiogramma è un esame del liquido seminale utile per dare indicazioni sulla fertilità maschile.

Il liquido seminale è costituito da una sospensione concentrata di spermatozoi, immagazzinata negli epididimi, che, al momento dell’eiaculazione, viene miscelata e diluita con le secrezioni delle ghiandole accessorie del tratto genitale. Tale fluido biologico viene emesso in diversi gettiti eiaculatori. Confrontando il volume del liquido seminale pre e post-vasectomia si rileva che il 90% è costituito dalla secrezione delle ghiandole accessorie, principalmente dalla prostata e dalle vescicole seminali, mentre un minore contributo proviene dalle ghiandole bulbo uretrali (ghiandole di Cowper) e dagli epididimi.

Per poter effettuare un corretto esame del liquido seminale è necessario fornire all’utente una serie di informazioni utili sulla modalità di raccolta del campione:

  • Il campione deve essere raccolto dopo un periodo dall’ultima eiaculazione di non meno di 48 h e non più di 7 giorni; si considera ottimale un’astinenza di 3-5 giorni;
  • Il campione deve essere raccolto in un’apposita stanza nei pressi del laboratorio stesso oppure, in casi particolari, a domicilio e consegnato al laboratorio al massimo entro 1 ora dalla raccolta;
  • Il campione dovrà essere ottenuto per masturbazione e raccolto in un contenitore monouso sterile di plastica provvisto di un’apertura larga e tappo ermetico (ad esempio un contenitore per urinocoltura);
  • La raccolta del liquido seminale deve essere completa;
  • Il campione deve essere protetto dalle alte e basse temperature (<20° e >30°) durante il trasferimento al laboratorio;
  • L’esame non può essere eseguito in caso di assunzione di antibiotici o di febbre.

 

ANALISI MACROSCOPICA DEL LIQUIDO SEMINALE

L’analisi del liquido seminale inizia subito dopo la fluidificazione, e preferibilmente dopo trenta minuti e non oltre l’ora dall’eiaculazione; ciò previene la disidratazione o i cambiamenti di temperatura che possono influenzare la qualità seminale.

FLUIDIFICAZIONE: Immediatamente dopo l’eiaculazione, nel contenitore in cui è stato raccolto il campione, il liquido seminale appare tipicamente come un coagulo semisolido. Entro pochi minuti a temperatura ambiente, ha inizio il processo di fluidificazione del seme, durante il quale il liquido seminale diventa più fluido e contemporaneamente si può osservare una miscela eterogenea di grumi. Con il procedere della fluidificazione, il liquido seminale diventa più omogeneo e piuttosto acquoso, mentre negli stadi finali del processo rimangono solo piccole zone con coaguli. L’intero campione seminale fluidifica solitamente entro 15 minuti a temperatura ambiente, anche se raramente può impiegare 60 minuti o più. Se la fluidificazione completa non avviene entro 60 minuti deve essere segnalato, in quanto una mancata fluidificazione indica una scarsa attività proteinasica della prostata. Solitamente i campioni seminali normali, alla fine della fluidificazione, possono contenere granuli simili a gelatina (corpi gelatinosi) che non fluidificano; questi granuli non sembrano avere un significato clinico.

 

VISCOSITA’: La viscosità del campione seminale viene valutata aspirando delicatamente il fluido con una pipetta monouso di plastica con apertura ampia in modo da consentire al liquido seminale di gocciolare per gravità, osservando la lunghezza di ogni filamento ottenuto. Un campione seminale normale fuoriesce dalla pipetta formando piccole gocce separate. Se la viscosità è alterata la goccia formerà un filamento lungo più di 2 cm. La viscosità aumentata indica una condizione flogistica.

ASPETTO: L’aspetto fisiologico di un campione seminale fluidificato è omogeneo, grigio-opalescente. Il liquido seminale può mostrare un aspetto meno opaco se la concentrazione degli spermatozoi è molto bassa; il colore potrebbe essere differente per es. rosso-bruno indicativo della presenza di emazie (emospermia), o giallo in pazienti con ittero o che assumono alcune vitamine o farmaci.

VOLUME: Il volume dell’eiaculato è prodotto principalmente dalle secrezioni delle vescicole seminali e dalla prostata e, in minor misura dalle ghiandole bulbouretrali e dagli epididimi.                 Il valore minimo di riferimento del volume seminale è 1.5 ml, mentre quello massimo è di 6.0 ml.

                     Poliposia (>6.0 ml)                          Oligoposia (<1.5 ml)
·         Periodo di astinenza troppo lungo·         Iperfunzionalità delle vescicole seminali ·         Turbe eiaculatorie·         Ipogonadismo

·         Ostruzione delle vie escretrici

·         Agenesia delle vescicole seminali

·         Disfunzione flogistica ghiandolare

·         Periodo di astinenza troppo breve

·         Raccolta incompleta

 

pH: Il pH seminale deriva dal bilanciamento del pH delle secrezioni delle ghiandole accessorie, in particolare le secrezioni alcaline delle vescicole seminali e quelle acide della prostata. Il pH dovrebbe essere misurato dopo la fluidificazione ad un tempo costante, preferibilmente dopo 30 minuti. Per la rilevazione del pH si possono utilizzare indicatori di pH con un range da 6.0 a 10.0

 

pH inferiore a 7.2(prevalenza della componente prostatica) pH superiore a 8.0(prevalenza della componente vescicolare)
·         Ostruzione dei dotti eiaculatori·         Atrofia delle vescicole seminali

·         Raccolta incompleta

·         Turbe eiaculatorie

·         Fenomeno flogistico acuto

 

ANALISI MICROSCOPICA DEL LIQUIDO SEMINALE

CONCENTRAZIONE: La concentrazione è il calcolo del numero preciso degli spermatozoi tramite l’utilizzo di camere di conta come la Makler o la Neubauer.

I valori di riferimento sono:

Concentrazione/ml: > 15 milioni

Conta Totale: > 39 milioni

MOTILITA’: La motilità degli spermatozoi nel liquido seminale deve essere analizzata dopo la fluidificazione del campione, preferibilmente dopo 30 minuti, al massimo entro 1 ora dall’eiaculazione per limitare gli effetti deleteri sulla motilità della disidratazione, del pH o dei cambiamenti di temperatura. Per calcolare la motilità degli spermatozoi si utilizza un sistema di classificazione che distingue gli spermatozoi in progressivi, non-progressivi e immobili.

  • Motilità progressiva (PR): lo spermatozoo si muove attivamente, in modo lineare o in un ampio circolo, indipendentemente dalla velocità. Tra i progressivi distinguiamo gli spermatozoi rapidi progressivi (A) e lenti progressivi (B).
  • Motilità non progressiva (NP): comprende tutti gli altri tipi di motilità in cui non c’e progressione nello spazio, per esempio movimenti che descrivono piccoli circoli oppure quando l’onda flagellare riesce a spostare appena la testa o ancora quando si osserva soltanto il movimento flagellare (C).
  • Immobilità: nessun movimento (D)

I valori di riferimento sono:

Motilità progressiva (A+B) + motilità non progressiva (C) : > 40%

Motilità progressiva (A+B) : > 32%

 

MORFOLOGIA: La variabilità morfologica degli spermatozoi umani rende la valutazione della morfologia difficoltosa, ma le osservazioni degli spermatozoi recuperati dalle vie genitali femminili, in particolare nel muco endocervicale dopo coito e dalla superficie della zona pellucida, hanno contribuito a definire l’aspetto degli spermatozoi potenzialmente fecondanti (morfologicamente normali).

I valori di riferimento sono:

Forme Normali: > 4%

 

 

Indicazioni diagnostiche della morfologia spermatozoaria

Disfunzione testicolare( Ad esempio Varicocele) Disfunzione epididimaria Disfunzione delle vie escretrici(Aspetto flogistico)
·         Spermatozoi allungati·         Anomalie della testa ·         Spermatozoi immaturi ·         Spermatozoi angolati·         Deconnessioni testa-flagello

·         Spermatozoi a coda avvolta (Prostatite)

 

CONTA DELLE CELLULE NON NEMASPERMICHE

La presenza nel liquido seminale di cellule non nemaspermiche può essere indicativa di danno testicolare (cellule germinali immature), di patologie dei dotti efferenti (epitelio ciliato) o di infiammazioni delle ghiandole accessorie (leucociti).

I valori di riferimento sono:

Presenza di Leucociti: > 1 milioni/ml

Presenza di cellule germinali: > 5 milioni/ml

AGGLUTINAZIONI: Si definiscono agglutinazioni specifiche quelle in cui gli spermatozoi mobili aderiscono tra di loro, testa-testa, coda-coda, o in forma mista. Si definiscono agglutinazioni aspecifiche o non specifiche l’adesione di spermatozoi immobili o mobili a filamenti di muco, alla componente cellulare non nemaspermica o a detriti. Sia le agglutinazioni specifiche che quelle aspecifiche se presenti in numerose quantità devono essere segnalate.

Nel liquido seminale andiamo a ricercare anche una presenza di lipidi che indica una disfunzione prostatica, una presenza di cristalli che indicano disturbi delle ghiandole accessorie, e una presenza di batteri che indicano un danno negli spermatozoi (Apoptosi e Reazioni Acrosomiale anticipate) a causa dei prodotti del metabolismo microbico.

TEST DI VITALITA’

Un altro importante test a cui sottoporre gli spermatozoi è il test della vitalità, che valuta l’integrità cellulare dello spermatozoo, ovvero la sua capacità di non accettare sostanze dall’esterno. La valutazione va eseguita preferibilmente entro 30 minuti. La sostanza usata per questo test è l’eosina Y 5% che va mescolata con un uguale volume di campione seminale. Sarà necessario distinguere le forme vive da quelle morte (200 spermatozoi contati), osservando, in un campo, quanti spermatozoi risultano colorati di rosso (spermatozoi morti) e quanti di bianco (spermatozoi vivi). Si parla di necrozoospermia quando la percentuale di forme vitali è inferiore al 58% . Associato al test dell’eosina c’è il test di rigonfiamento osmotico (Swelling test), un ulteriore test di vitalità nemaspermica, che stabilisce la capacità osmoregolatrice degli spermatozoi in funzione dell’integrità funzionale di membrana. Si attua mescolando 0.1 ml di liquido seminale con 1 ml di soluzione di swelling ed incubando per almeno 30 minuti a 37° C (non più di 45 minuti). La lettura si effettua contando 200 spermatozoi, individuando la percentuale di spermatozoi rigonfi (vivi) sugli spermatozoi non rigonfi (morti).

TEST DI FRAMMENTAZIONE DEL DNA SPERMATICO

Il test di frammentazione del DNA spermatico permette di evidenziare rotture o lesioni del materiale genetico dello spermatozoo; uno spermatozoo che presenti DNA frammentato con rotture anche parziali delle sue catene non può fertilizzare, o se riesce a farlo origina embrioni non vitali che difficilmente attecchiscono o danno origine ad aborti precoci. Esiste un valore soglia di danno (> 30%) oltre il quale la fertilizzazione e lo sviluppo dell’embrione vengono compromessi. Questo test è quindi un complemento importante allo spermiogramma poiché permette di valutare la capacità fecondante degli spermatozoi e tramite l’interpretazione dei risultati può essere d’aiuto per definire un corretto programma terapeutico.

I fattori che possono provocare danno al DNA spermatico sono molteplici:

  • difetti di maturazione delle cellule
  • fenomeni apoptotici
  • situazioni di stress ossidativo seminale, cioè uno sbilanciamento tra la produzione di ROS e la capacità antiossidante insita fisiologicamente nel seme per contrastarla
  • varicocele
  • stati infiammatori
  • esposizione a tossine ambientali/alte temperature
  • chemio/radioterapie
  • fumo di sigaretta/drogheMAR TEST O IMMUNOBEAD TESTInoltre, è importante valutare l’eventuale presenza di anticorpi IgG sulla superficie della membrana plasmatica. Il test utilizzato è il MAR test o Immunobead che risulta patologico quando più del 50% degli spermatozoi presentano particelle adese alla testa, al collo o alla coda degli stessi.
  • ESAME DEL LIQUIDO SEMINALE (WHO,2010) 
    PARAMETRI SEMINALI STANDAR VALORI DI RIFERIMENTO
    Volume seminale ≥ 1.5 ml
    pH ≥ 7.2
    Concentrazione spermatozoi (milioni/ml) ≥ 15x 106
    Numero totale spermatozoi/eiaculato (milioni) ≥ 39x 106
    Motilità Progressiva (A+B) e Non Progressiva (C) (%) ≥ 40%
    Motilità Progressiva (A+B) (%) ≥ 32%
    Morfologia (%) ≥ 4%
    Vitalità (%) ≥ 58%
    Leucociti < 1x 106 /ml
    Immunobead test o MAR test < 50% spermatozoi mobile con bead adese< 50% spermatozoi con particelle adese

     

     

    TERMINOLOGIA UTILIZZATA PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE CARATTERISTICHE DEL LIQUIDO SEMINALE

    Normozoospermia Normalità dei parametri seminali
    Oligozoospermia Concentrazione spermatica < 15x 106 /ml o Numero totale di spermatozoi nell’eiaculato< 39x 106
    Astenozoospermia < 32% di spermatozoi con motilità progressiva (PR)
    Teratozoospermia < 4% di spermatozoi con morfologia normale
    Oligo-asteno-teratozoospermia Alterazione del numero, della motilità e della morfologia degli spermatozoi
    Oligo-teratozoospermia Alterazione del numero e della morfologia degli spermatozoi
    Oligo-astenozoospermia Alterazione del numero e della motilità degli spermatozoi
    Asteno-teratozoospermia Alterazione della motilità e della morfologia degli spermatozoi
    Criptozoospermia Assenza di spermatozoi nell’eiaculato, ma presenza di cellule spermatiche dopo centrifugazione
    Necrozoospermia < 58% di vitalità spermatica
    Azoospermia Assenza di spermatozoi nell’eiaculato anche dopo centrifugazione
    Aspermia Assenza di eiaculato