Ai pazienti che soffrono di disturbi non diagnosticati nella zona addominale o pelvica può essere prescritta una laparoscopia diagnostica.

La laparoscopia diagnostica permette al medico di osservare l’addome dall’interno usando dispositivi che all’estremità hanno attaccate speciali videocamere, ma anche se il medico vi prescrive una laparoscopia diagnostica l’ultima parola sull’eventuale intervento spetta sempre e comunque a voi.

In questo articolo vi aiuteremo a capire i rischi e i benefici della laparoscopia diagnostica, presenteremo i casi in cui la laparoscopia è necessaria e tutte le fasi dell’intervento, comprese quelle pre e postoperatorie.

2 Perchè è utile

Il laparoscopio è un dispositivo medico inserito in un tubicino cavo e viene introdotto nell’organismo mediante piccole incisioni chirurgiche: è collegato a una luce ad alta intensità e a una videocamera, che consentono al medico di visualizzare l’interno dell’organismo.

Alcuni disturbi addominali non possono essere diagnosticati con precisione soltanto mediante una visita, una radiografia od altri esami radiologici; la laparoscopia diagnostica permette invece al medico di osservare direttamente dall’interno le strutture dell’addome e della regione pelvica.

Elenchiamo nel seguito alcune delle strutture più importanti della regione addominale e pelvica.

Strutture dell’apparato digerente:
•Fegato e cistifellea,
•Stomaco e intestino,
•Pancreas,
•Colon e appendice.

Strutture dell’apparato escretore:
•Reni,
•Ureteri,
•Vescica.

Strutture dell’apparato genitale femminile:
•Utero,
•Tube,
•Ovaie.

3 Quando viene effettuata

La laparoscopia diagnostica può essere effettuata per diagnosticare diversi disturbi che descriveremo nel seguito; per capire meglio il motivo per cui dovete eseguire quest’esame vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico.

Il dolore addominale può avere cause diverse, la laparoscopia diagnostica può aiutare a diagnosticarle; ad esempio si potrebbe trattare di infiammazione di un organo, di cicatrici o aderenze, di infezione, sanguinamento, accumulo di fluidi o tumore.

In alcuni casi il medico o il paziente stesso possono avvertire una massa o una zona gonfia nell’addome, oppure la massa può anche essere scoperta con una radiografia. La laparoscopia diagnostica è usata per osservarla direttamente ed ottenere un campione di tessuto su cui effettuare la diagnosi (biopsia).

La laparoscopia diagnostica può anche essere usata per scoprire una gravidanza ectopica, cioè la situazione in cui l’ovulo fecondato si impianta e inizia a crescere nelle tube anziché nell’utero. Può anche contribuire alla diagnosi di endometriosi o di altri problemi dell’apparato genitale femminile; in questi casi è anche detta laparoscopia ginecologica.

4 Prima dell’intervento

La laparoscopia diagnostica di solito viene prescritta dopo che sono già stati effettuati altri esami diagnostici, ad esempio una TAC, una risonanza magnetica o un’ecografia.

Prima della laparoscopia il medico di solito prescrive i normali esame del sangue e delle urine, in alcuni casi potrebbero essere necessari anche una radiografia toracica od un elettrocardiogramma.

La maggior parte degli interventi è eseguita in day hospital, cioè il paziente può essere dimesso il giorno stesso dell’intervento.

Nelle otto ore precedenti l’intervento non si dovrebbe bere né mangiare, è possibile fare la doccia la sera prima dell’intervento. È consigliabile pulire bene l’ombelico con acqua, sapone ed un cotton fioc.

Se siete in terapia con particolari farmaci chiedete consiglio al vostro chirurgo se per esempio dovete assumere regolarmente un anticoagulante o l’aspirina, informate il medico prima di programmare l’operazione: è infatti necessario interrompere gli effetti degli anticoagulanti prima della laparoscopia, in modo da evitare un sanguinamento eccessivo durante l’intervento.

Il medico vi fornirà istruzioni più precise per prepararvi alla laparoscopia diagnostica, a seconda della vostra età e del disturbo di cui soffrite.

5 L’intervento

La laparoscopia diagnostica viene eseguita nella maggior parte dei casi in anestesia generale; raramente può essere eseguita in anestesia locale o regionale. Se sapete di essere allergici a un determinato anestetico, informate il medico o l’infermiere anestesista.

In anestesia generale il paziente è addormentato e non avverte alcun dolore; prima dell’intervento vero e proprio viene inserito un piccolo catetere in vescica, attraverso l’uretra, e la vescica viene svuotata. La pelle dell’addome viene disinfettata e vengono applicate le lenzuola sterili prima che venga praticata una piccola incisione sotto o sopra l’ombelico.

All’interno dell’incisione viene inserita una siringa ed iniettato un gas nella cavità addominale, questo si espande con l’effetto di dilatarla: in questo modo il chirurgo può vedere ed esaminare gli organi con maggior sicurezza.

Viene inserito il laparoscopio per esaminare gli organi, se necessario vengono praticate altre incisioni più piccole, che permettono al medico di usare gli strumenti per muovere o mantenere in posizione gli organi e i tessuti.

Quando il chirurgo ha terminato l’esame o la biopsia, il laparoscopio viene rimosso e le incisioni vengono chiuse con punti di sutura. Alla fine vengono applicate le bende e le incisioni più piccole possono essere suturate solo con i cerotti.

Se si formano molte cicatrici o ci sono complicazioni, il chirurgo può dover cambiare la tipologia di operazione ed effettuare un intervento a cielo aperto con una normale incisione.

6 Dopo l’intervento

Dopo la laparoscopia diagnostica verrete spostati in reparto per alcune ore, dove sarete tenuti sotto osservazione finché l’effetto dei sedativi e degli anestetici sarà terminato. Dopo l’anestesia, ed in particolare dopo l’anestesia generale, vi sentirete molto stanchi, quindi dovrete farvi riportare a casa da qualcuno

Dolore e disagio nella zona delle incisioni sono piuttosto frequenti, quindi probabilmente dovrete assumere degli antidolorifici: il dolore scomparirà e vi sentirete meglio con il passare dei giorni.

Probabilmente avrete male alle spalle per alcuni giorni, è normale, perché il gas usato durante l’operazione può irritare il diaframma, il grande muscolo che separa i polmoni dall’addome. Il diaframma condivide alcuni nervi con la spalla.

Probabilmente avvertirete un bisogno insolito di urinare, perché il gas può premere sulla vescica.

Evitate di chinarvi e di sollevare pesi finché l’incisione non si è rimarginata.

Il medico vi dirà quanto dovrete aspettare prima che la ferita si sia completamente rimarginata e quando potrete riprendere a lavorare; i tempi di guarigione dipendono dalla vostra età, dal tipo di lavoro che svolgete, dal vostro stato di salute e da altri fattori. In alcuni casi potrete ritornare a lavorare addirittura nel giorno stesso dell’intervento.

Vi consigliamo di chiamare immediatamente il medico se soffrite di uno di questi sintomi:
•Febbre, brividi o vomito.
•Scolo dall’incisione o forte rossore intorno alla ferita
•Forte dolore che non reagisce ai farmaci
•Impossibilità di urinare o forte dolore alle gambe
•Altri sintomi insoliti

7 Rischi e complicazioni

La laparoscopia diagnostica è un intervento molto sicuro tuttavia, come in tutti gli interventi chirurgici, esistono diversi rischi e complicazioni potenziali, molto improbabili ma sempre possibili. È necessario essere informati.

Tra i rischi e le complicazioni ricordiamo quelli legati all’anestesia e quelli propriamente legati all’intervento chirurgico.

Tra i rischi legati all’anestesia troviamo:
•nausea,
•vomito,
•ritenzione urinaria,
•lesioni alle labbra,
•denti scheggiati,
•mal di gola,
•mal di testa.

Tra i rischi più gravi abbiamo:
•infarto,
•ictus,
•polmonite.

L’anestesista vi parlerà dei possibili rischi e vi chiederà se siete allergici a determinati farmaci.

Alcuni rischi sono invece dovuti propriamente all’intervento chirurgico, tra di essi ricordiamo:
• Infezioni, profonde o cutanee. Di solito vengono somministrati degli antibiotici in via precauzionale.
• Sanguinamento nella cavità addominale
• Cicatrici sulla pelle, dolorose o antiestetiche.

I rischi seguenti sono connessi nello specifico all’intervento di laparoscopia, ricordiamo che sono molto rari, ma è comunque indispensabile essere informati.
•In casi rarissimi le strutture della regione pelvica e addominale possono essere danneggiate durante l’intervento, questa rara complicazione può verificarsi se il paziente ha già delle cicatrici interne dovute ad interventi precedenti.
•In casi rari possono essere danneggiati gli ureteri (i tubicini che collegano i reni alla vescica) o la vescica: si rivela quindi necessaria una seconda operazione.
•In casi estremamente rari, può essere necessario ricorrere a una seconda operazione, perché l’intestino o i vasi sanguigni hanno subito danni. La seconda operazione può essere effettuata d’urgenza, con un’incisione anche molto estesa.
•Raramente, infine, possono essere danneggiati alcuni nervi della zona pelvica: ne risulta una diminuzione della sensibilità degli organi genitali.